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BBA con HERBERT SMITH & FREEHILLS, consulenti di MIRNAGREEN nel lancio sul mercato di estratti di miRNA vegetali ottenuti su scala industriale tramite tecnologia brevettata

MIRNAGREEN si prepara a lanciare sul mercato la sua rivoluzionaria tecnologia con HERBERT SMITH FREEHILLS e BBA.

È pronta a entrare sul mercato Mirnagreen, la società biotech nata nel 2015 come spin-off della Fondazione Edmund Mach e diventata nota per essere stata la prima al mondo a scoprire e brevettare il processo per produrre estratti a base di miRNA vegetali su scala industriale.

In questa nuova e importante fase del proprio percorso, Mirnagreen è assistita da Herbert Smith Freehills per gli aspetti legali, IP e regolatori – con un team composto dalla partner Laura Orlando e dalla senior associate Martina Maffei – nonché, per gli aspetti di business consultancy, dalla società Bespoke Biotech Advisory (BBA), diretta da Gabriele Brusa e facente capo al noto hub italiano di biotecnologie Toscana Life Sciences.

I miRNA, o microRNA, sono delle piccole molecole naturali ad azione immunomodulante, presenti in tutti gli organismi. I ricercatori di Mirnagreen hanno scoperto che i miRNA vegetali esercitano sull’uomo un’azione antinfiammatoria in grado di generare una risposta positiva nel sistema immunitario, e di contribuire a prevenire l’insorgere delle infiammazioni alla base di diabete, cancro, Alzheimer, e altre malattie degenerative, cardiovascolari e polmonari.

Per massimizzare l’efficacia dei miRNA vegetali sarebbe necessario un consumo quotidiano di circa due chili di frutta e verdura: un quantitativo molto elevato e difficile da gestire, anche in termini di sostenibilità ambientale. A questa esigenza Mirnagreen ha dato risposta sviluppando un procedimento rivoluzionario in grado di estrarre miRNA vegetali su scala industriale, incrementandone la biodisponibilità. Mirnagreen riesce così a ottenere, in un milligrammo di prodotto finito, la quantità di microRNA equivalente al consumo alimentare di due chili di frutta e verdura.

Numerose sono le possibili applicazioni di questa innovativa tecnologia “green”, i cui prodotti potrebbero arricchire alimenti di largo consumo, essere assunti come integratori o nutraceutici, trovare applicazione nella cosmesi, e persino in ambito medico-farmaceutico.